Non leggiamo infatti spesso nelle Sacre Scritture che Cristo è Re? Egli invero è chiamato il Principe che deve sorgere da Giacobbe [Num., 24, 19], e che dal Padre è costituito Re sopra il Monte santo di Sion, che riceverà le genti in eredità ed avrà in possesso i confini della terra [Ps. 2, 6]. Il salmo nuziale, col quale sotto l’immagine di un re ricchissimo e potentissimo viene preconizzato il futuro Re d’Israele, ha queste parole: «II tuo trono, o Dio, sta per sempre, in eterno: scettro di rettitudine è il tuo scettro reale» [Ps., 44, 6]. E per tralasciare molte altre testimonianze consimili, in un altro luogo per lumeggiare più chiaramente i caratteri del Cristo, si preannunzia che il suo Regno sarà senza confini ed arricchito coi doni della giustizia e della pace: «Fiorirà ai suoi giorni la Giustizia e somma pace... Dominerà da un mare all’altro, e dal fiume fino alla estremità della terra» [Ps. 44, 8]. A questa testimonianza si aggiungono in modo più ampio gli oracoli dei Profeti e anzitutto quello notissimo di Isaia: «Ci è nato un bimbo, ci fu dato un figlio: e il principato è stato posto sulle sue spalle e sarà chiamato col nome di Ammirabile, Consigliere, Dio forte, Padre del secolo venturo, Principe della pace. Il suo impero crescerà, e la pace non avrà più fine. Sederà sul trono di Davide e sopra il suo regno, per stabilirlo e consolidarlo nel giudizio e nella giustizia, da ora ed in perpetuo» [Is., 9, 6-7]. E gli altri Profeti non discordano da Isaia: così Geremia, quando predice che nascerà dalla stirpe di Davide il «Rampollo giusto» che qual figlio di Davide «regnerà e sarà sapiente e farà valere il diritto e la giustizia sulla terra» [Jer., 23, 5]; così Daniele che preannunzia la costituzione di un regno da parte del Re del cielo, regno che «non sarà mai in eterno distrutto... ed esso durerà in eterno» [Dan., 2, 44] e continua: «Io stavo ancora assorto nella visione notturna, quand’ecco venire in mezzo alle nuvole del cielo uno con le sembianze del figlio dell’uomo che si avanzò fino al Vegliardo dai giorni antichi, e davanti a lui fu presentato. E questi gli conferì la potestà, l’onore e il regno; tutti i popoli, le tribù e le lingue serviranno a lui; la sua potestà sarà una potestà eterna che non gli sarà mai tolta, e il suo regno, un regno che non sarà mai distrutto» [Dan., 7, 13-14]. E gli scrittori dei santi Vangeli non accettano e riconoscono come avvenuto quanto è predetto da Zaccaria intorno al Re mansueto il quale «cavalcando sopra un’asina col suo piccolo asinello» [Zach., 9, 9] era per entrare in Gerusalemme, qual giusto e salvatore fra le acclamazioni delle turbe?

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