• Il padre Elia disse: «Io ho timore di tre cose: di quando l’anima uscirà dal corpo, di quando m’incontrerò con Dio e di quando la sentenza sarà proferita contro di me» (184a; PJ III, 4).

• Gli anziani dissero al padre Elia in Egitto che il padre Agatone era un bravo padre. Dice loro l’anziano: «Rispetto alla sua generazione è bravo». «E rispetto agli antichi?», gli dicono. «Vi ho detto - ripeté - che è bravo rispetto alla sua generazione. Quanto agli antichi, ho visto un uomo a Scete che poteva arrestare il sole nel cielo, come Giosuè figlio di Nun». Ciò udendo, furono presi da meraviglia e diedero gloria a Dio (184b; PJ XIX, 5).

• Disse il padre Elia, il diacono: «Che cosa può il peccato dove vi è il pentimento? E a che giova l’amore dove c’è l’orgoglio?».

• Il padre Elia raccontò: «Ho visto un tale che aveva sotto al braccio una fiaschetta di vino. Per svergognare i demoni, poiché si trattava di un’immaginazione, chiesi al fratello: -Fammi la carità, tira su un po’. Quando ebbe alzato il mantello, si trovò che non aveva nulla. Vi ho detto questo perché non vi fidiate nemmeno di quello che vedete con gli occhi, né di quel che sentite. Fate piuttosto attenzione a ragionamenti, considerazioni e pensieri, sapendo che sono i demoni a metterveli nell’anima, per macchiarla e farle pensare ciò che non dovrebbe, per distogliere lo spirito dal ricordo dei suoi peccati e dal pensiero di Dio» (184bc).

• Disse ancora: «O gli uomini pongono mente ai peccati, o a Gesù, o agli uomini».

• Disse ancora: «Se la mente non salmodia insieme al corpo, è vana la fatica. Se infatti uno ama la tribolazione, essa gli diverrà poi gioia e quiete» (184cd).

• Raccontò ancora che un anziano viveva in un tempio. Vennero i demoni a dirgli: «Vattene da casa nostra». E l’anziano disse: «Voi non avete casa». Allora cominciarono a disperdergli tutti i rami di palma. Ma l’anziano pazientemente li raccolse. Infine, presagli la mano, il demonio lo trascinò fuori; ma egli, giunto alla porta, l’afferrò con l’altra mano gridando: «Gesù, aiutami!». E subito il demonio fuggì. E il vecchio si mise a piangere. Ma il Signore gli disse: «Perché piangi?». L’anziano disse: «Perché osano impossessarsi di un uomo e fare tali cose». «Sei stato negligente - gli disse il Signore -, vedi che mi sono lasciato trovare appena mi hai cercato. Questo ti dico: molta fatica è necessaria: se non c’è la fatica, non si può avere Dio con sé: Egli infatti per noi è stato crocifisso» (184d-185a).

• Un fratello si recò dal padre Elia l’esicasta (colui che si ritira nella solitudine nella ricerca dell’unione con Dio = esichia, ndR), nel cenobio della grotta del padre Saba, e gli chiese: «Padre, dimmi una parola». L’anziano disse al fratello: «Ai tempi dei nostri padri, erano amate queste tre virtù: la povertà, la mitezza, la continenza. Ora invece i monaci sono dominati dall’avidità, dall’ingordigia, dalla sfrontatezza. Scegli quello che vuoi!» (185ab).

Tratto da Vita e detti dei Padri del deserto, edizione Città Nuova, 1999.

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