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Nella lettera Cum proxime exeat (A.A.S. XXV, 1943, pag. 101), diretta alla Gioventù Maschile, ma certamente a tutta l’Azione Cattolica, Papa Pio XII afferma: «Si amino tra loro di amore cristiano, come fratelli, e animati dello stesso zelo di apostolato, siano tra di loro di vicendevole esempio. [...] Con impegno ogni giorno maggiore sforzatevi di mantenere salda la concordia e l’unione degli animi, senza di che nulla può conservarsi a lungo, nulla tornare fruttuoso. Alimentate e rafforzate una strettissima unione con i Vescovi, e, sopra tutto, con il Romano Pontefice, il che è sicuro pegno di successo. “Vi scongiuro... che diciate tutti lo stesso... che siate perfetti nello stesso sentire e nello stesso pensare” (I Corinti, I, 10)». Oggi, complici la superbia, l’ignoranza e la conseguente crisi innescata dai principi liberali del vaticanosecondismo, possiamo facilmente notare che questa «strettissima unione» e questo «buon esempio» auspicati dal Pontefice sono davvero rari e, addirittura, che il Papato non è più ritenuto, soprattutto da molti sedicenti tradizionalisti, «sicuro pegno di successo» e «viva luce», bensì un istituto semplicemente umano contro cui vomitare ogni sorta di contumelia. Papa Pio XI asserisce: «Al momento in cui le forze del male si riuniscono per meglio prendere il volo e slanciarsi all’attacco nulla sarà più pericoloso che la dispersione e l’isolamento, ed è al contrario di grande necessità, diremo anzi di stretto obbligo, serrare le file e darsi strettamente la mano, facendo appello ai tesori delle energie spirituali che le virtù cristiane mettono a disposizione di tutte le buone volontà, per fare i sacrifici che la causa comune esigerà. Questo è tanto più necessario, ed i sacrifici richiesti devono essere accettati tanto più volentieri, in quanto i Cattolici non ignorano le fonti inesauribili e sempre nuove di cui la Chiesa è fortunata depositaria per la soluzione di ogni questione sociale, morale, religiosa, in ogni tempo e in ogni luogo, grazie alle infallibili dottrine di Colui che solo ha parole di vita eterna e può, nella confusione delle idee e passioni che agitano la Società, ridare luce agli spiriti e pace alle masse. L’eterna verità dei principii che sono alla base del Cristianesimo: la grande elasticità con la quale il Vangelo si è sempre “adattato” ai progressi ed alle diverse condizioni di vita date alla Umanità nel corso dei secoli, sono la miglior garanzia della perfetta modernità sociale del Cattolicesimo; e la lunga serie dei Documenti Pontifici riguardanti i problemi di questa specie ne è la prova più evidente». (Pio XI, Annonce du VI Congrès, 2 settembre 1936; cf. Dizionarietto, cit., pag. 183).

A cura di CdP