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Sappiamo e insieme crediamo che questa grazia anche dopo la venuta del Signore non è nel potere del libero arbitrio di tutti coloro che desiderano essere battezzati, ma è conferita dalla generosità di Cristo, secondo quanto è già stato spesso detto e l’apostolo Paolo annunzia: “A voi è stato donato riguardo a Cristo, non solo che crediate in lui, ma anche che soffriate per lui” (Fil. 1, 29); ed ancora: “Dio che ha iniziato in voi l’opera buona, (la) porterà a compimento fino al giorno del Signore nostro” (Fil. 1, 6); ed ancora: “Per la grazia siete stati salvati mediante la fede, e ciò non viene da voi: è infatti dono di Dio” (Ef. 2, 8); e quanto l’apostolo dice di se stesso: “Ho conseguito la misericordia di essere fedele” (I Cor. 7, 25; I Tm. 1, 13); non disse: “poiché ero”, ma: “di essere”. Ed inoltre: “Che cosa hai che tu non abbia ricevuto?” (I Cor. 4, 7). E ancora: “Ogni buona donazione e ogni dono perfetto è dall’alto, discendendo dal Padre dei lumi” (Gc. 1, 17). Ed ancora: “Nessuno ha qualcosa, se non gli è stato dato dall’alto” (Gv. 3, 27). Innumerevoli sono le testimonianze delle sante Scritture, che possono essere riportate per provare l’operare della grazia, ma per amore della brevità sono state tralasciate, giacché senz’altro a colui che non sono sufficienti le poche, non gioveranno altre in più. Secondo la fede cattolica crediamo anche, che dopo aver ricevuto la grazia mediante il battesimo tutti i battezzati con l’aiuto e la cooperazione di Cristo possono e debbono adempiere quanto è attinente alla salvezza dell’anima, se vorranno adoperarsi secondo la fede. Che invece alcuni siano stati predestinati al male dalla divina potestà, non solo non (lo) crediamo, ma, se ci sono taluni che vogliono credere a tanto male, esprimiamo loro anche con piena esecrazione l’anatema. Professiamo e crediamo per la salvezza anche che in ogni opera buona non siamo noi ad iniziare e che dopo veniamo aiutati dalla misericordia di Dio, ma che egli, senza che preceda alcun merito buono, ci ispira innanzitutto la fede e l’amore a lui, affinché ricerchiamo da una parte con fede i sacramenti del battesimo, dall’altra, dopo il battesimo, con il suo aiuto, possiamo compiere ciò che a lui piace. Per cui molto evidentemente si deve credere che la fede tanto ammirevole sia del ladrone, che il Signore richiamò alla patria del paradiso (Lc. 23, 43), sia del centurione Cornelio, a cui fu mandato un angelo del Signore (At. 10, 3), sia di Zaccheo, che meritò di accogliere lo stesso Signore (Lc. 19, 6), non venne dalla natura, ma fu donata dalla generosità della grazia divina» (in «Denzinger», numeri 396-397). Andiamo avanti ...

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