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Quando accade che tali questioni non possono più essere discusse? Quando la Chiesa, negli specifici argomenti, grazie ad una sua espressione, fa brillare e ci comunica la pienezza della luce e del pensiero divino. Contro i falsari dell’esegesi biblica e contro le loro pestilenziali conclusioni, che ordinariamente si contrappongono alle definizioni di Magistero, la Chiesa si è sempre scagliata con grande risolutezza. La «Traditi Humilitati» (24 maggio 1829) di Pio VII condanna le nuove traduzioni della Bibbia diffuse senza l’Imprimatur, la «Qui Pluribus» (9 novembre 1846) di Pio IX condanna le società bibliche, la «Quanta Cura» (8 dicembre 1864) di Pio IX condanna la libertà di coscienza e di culto e nuovamente le società bibliche, la «Nobilissima Gallorum Gens» (8 febbraio 1884) di Leone XIII condanna i sacerdoti che vanno a ruota libera, la «Pascendi Dominici gregis» (8 settembre 1907) di san Pio X condanna «quanto sa di modernismo, di presbiterianismo, di laicismo», etc. Fino ad arrivare ai monumenti di Magistero che pongono una lapide sul pensiero moderno, sulle sette laiche, sulle società bibliche o, più genericamente, sulla Nouvelle Théologie: la «Mystici Corporis Christi» (29 giugno 1943) e la «Humani generis» (12 agosto 1950) di Pio XII.

La Santa Romana Chiesa, interpretando infallibilmente il pensiero di Dio nel suo Magistero, anatematizza a perpetua memoria tutti i mentovati e molti altri erranti intorno alla fede, alla morale, al culto, alla disciplina, all’interpretazione della Scrittura, etc. In conclusione, la vera Chiesa, quella fondata da Gesù Cristo, la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica, con la Prima Cattedra in Roma, comanda che si ricorra alla tradizione dei Padri per interpretare la Scrittura. Sto introducendo il «principio di convergenza dei Padri».

La stessa vera Chiesa giudica e condanna (cf. s. Mt. XVI, 19) ogni altra tendenza e quei soggetti sovversivi e diffamatori di Dio, per usare le parole di Papa Gregorio IX. In epoca contemporanea molti “esegeti” dimostrano di essere, chi più chi meno, dei sovversivi e diffamatori di Dio. Nei prossimi articoli studieremo il «principio di convergenza dei Padri» ed infine alcuni passi della «Providentissimus Deus» (18 novembre 1893) di Papa Leone XIII, della «Spiritus Paraclitus» (15 Settembre 1920) di Papa Benedetto XV e della «Divino Afflante Spiritu» (30 settembre 1943) di Papa Pio XII, dove particolarmente si affronta l’argomento. Il dossier proseguirà anche sui prossimi numeri di Sursum Corda, essendo molto lungo.

(A cura di CdP)

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