+ Santo Martire di Gesù Cristo, che sapesti morire da forte nell’età più debole; che sapendo appena parlare confessasti in faccia alla morte la fede del Vangelo, e volesti anzi morire che macchiarti. Noi ti preghiamo, amabilissimo Martire Quirico, impetrateci dal Signore quella forza di intelletto che possa farci vedere nel vero aspetto le cose di questo mondo, le quali cercano d’incantarci col loro falso splendore. Guida i nostri passi, rialzaci dalle nostre cadute e intercedi per noi, insieme con la tua Beata madre Giulitta, innanzi al Trono dell’Altissimo con le più calde preghiere, impetra a questo popolo i veri beni. Fa che siano puri i Presbiteri, onesti i cittadini, pieni di pudore i giovani, retti i genitori e che tutte le classi della società siano così strettamente unite dal santo vincolo della carità che ciascuno veda in ogni cittadino il proprio fratello. Impetraci che si rinnovino tra noi questi antichi esempi; e proteggendo tutte le nostre pubbliche e private cose, prega per noi, affinché ognuno compia la sua vocazione, e dopo aver camminato sulle vie segnateci dalla Provvidenza e dietro la pratica delle sante virtù e l’osservanza della divina legge, corriamo a prendere parte di quella santa eredità, che il più buono dei Padri ha preparato ai Suoi veri figli. Così sia. +

[16 giugno. A Tarso, in Cilicia, i Santi Martiri Quirico e Giulitta sua madre, sotto l’imperatore Diocleziano. Mentre Quirico, fanciulletto di tre anni, piangeva con inconsolabile dolore per la madre, che innanzi al Preside Alessandro era crudelissimamente battuta con nervi, fu preso e ucciso con violenza contro i gradini del tribunale; Giulitta poi, dopo crudeli battiture e gravi tormenti, compì il corso del suo martirio con la decapitazione].