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lo stesso Signore Cristo Gesù, uno della santa Trinità, ha assunto senza peccato l’uomo completo in anima e carne, rimanendo ciò che era ed assumendo ciò che non era; eguale al Padre nella divinità ed inferiore al Padre nell’umanità, egli ha in un’unica persona le peculiarità di due nature; in lui infatti (sono) due nature, Dio e uomo, non però due figli e due dèi, bensì il medesimo (è) una sola persona in ambedue le nature; egli patì sofferenze e morte per la nostra salvezza, non nella forza della divinità, ma nella debolezza dell’umanità; discese negli inferi per liberare i santi che vi erano trattenuti, e dopo aver vinto la signoria della morte, è risorto; assunto poi in cielo, verrà in futuro per il giudizio dei vivi e dei morti; purificati dalla sua morte e dal suo sangue, abbiamo conseguito la remissione dei peccati, per essere risuscitati da lui nell’ultimo giorno in quella carne, nella quale ora viviamo e in quella forma in cui lo stesso Signore è risuscitato; gli uni riceveranno da lui la vita eterna per i meriti della giustizia, gli altri a causa del peccato la condanna del supplizio eterno. Questa è la fede della chiesa cattolica, questa professione di fede conserviamo e manteniamo; chi l’avrà custodita con grande fermezza, avrà la salvezza perpetua» (in «Denzinger», numero 485). L’Apocalisse di Giovanni: libro della sacra Scrittura. Afferma ancora il Sinodo: «(c. 17) L’autorità di molti sinodi ed i decreti sinodali dei santi presuli romani ascrivono il libro dell’Apocalisse all’evangelista Giovanni e stabilirono che deve essere accolto tra i libri divini. E giacché ci sono molti che non riconoscono la sua autorità e disprezzano di proclamarlo nella chiesa di Dio, chi d’ora in avanti non lo riconosce o non lo proclama nella chiesa durante la messa da Pasqua a Pentecoste, sarà scomunicato» (in «Denzinger», numero 486). Andiamo avanti ...

 

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