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Comprendiamo certamente l’impossibilità di esporre tutta la Scrittura nelle scuole, sia per la vastità della materia che per mancanza di tempo. Tuttavia, poiché è necessario seguire una via sicura per ottenere una fruttuosa interpretazione, sappia il saggio maestro evitare l’uno e l’altro inconveniente: sia quello di coloro che appena possono gustare di passaggio qualcosa dei singoli libri, sia quello di coloro che si fermano oltre il conveniente su una determinata parte di un libro solo. Se infatti in molte scuole non si potrà ottenere ciò che si ottiene nelle accademie maggiori, e cioè che venga esposto l’uno o l’altro libro con una certa continuità e abbondanza, bisogna però curare in ogni modo che le parti dei libri scelte per l’interpretazione abbiano una trattazione convenientemente completa, di modo che i discepoli incitati e ben ammaestrati da questo saggio, studino poi da se stessi le altre parti e vi provino gusto in ogni momento della loro vita. Il docente, inoltre, attenendosi alla costante tradizione del passato, adotterà come esemplare la versione Volgata, che il Concilio Tridentino decretò doversi ritenere «autentica sia nelle pubbliche lezioni, come nelle dispute, predicazioni ed esposizioni», e che anche la costante consuetudine della Chiesa raccomanda. Dovrà tuttavia tenere anche nel debito conto le altre versioni, che la cristianità antica elogiò e di cui si servì, e specialmente i codici primitivi. Quantunque, infatti, per ciò che riguarda l’essenziale, le parole della Volgata rendano bene il senso dell’ebraico e del greco, tuttavia se un qualche punto riuscisse un po’ oscuro o fosse stato tradotto meno accuratamente, gioverà, come avverte sant’Agostino, «l’esame accurato della lingua originale». è evidente, del resto, quanta perizia e accuratezza occorra in questo, essendo infatti «compito del commentatore non esporre idee personali, ma quelle dell’autore che sta interpretando». Dopo aver soppesato, ove sia necessario, con ogni industria la lezione, si passerà ad esaminare e a esporre i sensi. Primo consiglio è che si osservino le prescrizioni comunemente approvate per l’interpretazione e con cura tanto più sollecita quanto più gli avversari si mostrano tenaci nel tener desta la contesa. E perciò allo studio per soppesare quale sia il valore delle parole in se stesse, cosa significhi la concatenazione delle varie realtà, la somiglianza dei luoghi e le altre considerazioni simili, si aggiunga ancora la delucidazione di elementi esterni risultante da una conveniente erudizione. Si badi però a non dedicare a siffatte questioni più tempo e fatica, che non per conoscere più a fondo i Libri divini, e non avvenga che le molte e affastellate cognizioni siano alle menti dei giovani più di ostacolo anziché di aiuto. Prosegue ...

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