Il grande Cornelio Alapide nei suoi «Tesori», - Vangelo o Scrittura Sacra -, § 12, scrive: «Gesù Cristo ha aperto questo libro suggellato, quando, prima di salire al cielo, diede ai suoi Apostoli l’intelligenza delle Scritture (Luc. XXIV, 45). Li confermò in quest’intelligenza e l’accrebbe in loro quando mandò sopra di loro lo Spirito Santo. La Sacra Scrittura è un oceano senza fondo; sublimi, profondi, impenetrabili all’ingegno umano sono i suoi molteplici sensi; di maniera che sant’Agostino esclamava: Mirabile è la profondità delle vostre Scritture, o Signore; esse non si possono considerare senza timore: timore di rispetto e timore di amore. San Gerolamo attesta di se medesimo che fin da fanciullo non aveva mai cessato dal leggere e dal consultare i dotti, e non si era mai fidato ai suoi lumi. [...] Alla fine si era recato in Alessandria a trovare Didimo, perché lo illuminasse e gli sciogliesse tutte le difficoltà che trovava nelle Sacre Scritture. [...] Fra gli interpreti poi della Sacra Scrittura si devono preferire quelli che alla dottrina accoppiano la santità, perché, come dice san Gerolamo, la vita dei Santi è interpretazione vivente della Scrittura (Ep. ad Paulin.). L’esempio degli eretici ci sta dinanzi a mostrarci in quali scogli rompe e in quali errori precipita chi, non secondo l’interpretazione approvata dalla Chiesa, ma a proprio talento, si mette a studiare i Sacri Libri».
Fra le altre funeste attività, scopo dei modernisti, «fautori dell’errore [... che] si celano nello stesso seno della Chiesa» (cf. «Pascendi ...»), c’è anche quella di fornire e favorire falsa esegesi della Scrittura e mendaci studi biblici, spingendo così le anime al peccato mortale dietro pretesti di pastorale misericordiosa, di nuova esegesi, di pietà, di rinnovamento disciplinare ... (cf. «Quo Graviora», Gregorio XVI). Essi «si accingono [...] a umanizzare la Chiesa, umiliando palesemente la sua infallibile autorità e la divina volontà che la regge» (Ivi.).
Sconsigliamo vivamente ai nostri Associati e Lettori la lettura di tutte le cosiddette “bibbie” contemporanee. Esse non mancano evidentemente di falsità sia nelle traduzioni che nelle note, intrise di relativismo, di storicismo, di fideismo, di naturalismo, di ecumenismo, dunque prodrome dell’ateismo. Consigliamo, invece, come utilissimo sussidio per salvarci l’anima, lo studio delle vecchie Bibbie (es. Ricciotti ed. Salani, Garofalo ed. Marietti, Sales ed. Tip. Pontificia, Tintori, ed. San Paolo). Le trovate agevolmente nelle inserzioni di vecchi libri su Ebay. Adesso possiamo leggere, meditare ed imparare quello che Roma ci insegna e ci comanda nella «Providentissimus Deus» di Papa Leone XIII. Andiamo avanti ...
(A cura di CdP)
