Queste rapide note in origine erano destinate alla ristretta cerchia dei miei discepoli, prima nella Pontificia Scuola Superiore di Musica Sacra, quindi nel Pontificio Istituto Orientale a Roma. Cedendo poi alle insistenze di autorevoli personaggi, che le volevano di pubblica ragione, nel licenziarle oggi alle stampe non ho altro scopo che di far parte alle anime pie e studiose, specialmente tra i miei confratelli nel sacerdozio, di quel sentimento di fede e di casta dilezione, che il Signore volle già apprestare a me indegno nella quotidiana meditazione del Messale Romano.

Non ho voluto scrivere un'opera esclusivamente per i dotti, né un libro di sola pietà. Tutta la teologia è condensata nelle venerande ed arcaiche formole romane del Divin Sacrificio, e la fede inoltre mi ricorda, che il Divin Salvatore ha costituito la Chiesa erede della mistica scienza della preghiera, e dell'arte d'aprire e serrare, mediante gl'ineffabili gemiti del Paraclito, il cuore di Dio. Omnipotentia supplex. Mi son quindi guardato d'analizzare i formulari Eucaristici coll'indifferenza del critico, che tiene appena conto dell'arcaicità dei documenti; ma vi ho unito invece quella trepida riverenza del credente, che in quelle pagine così divinamente sublimi sente il palpito di mille generazioni di Martiri, di Dottori e di Santi, i quali, più che ideate e recitate, le hanno vissute.

È certo infatti che il Messale Romano rappresenta nel suo complesso l'opera più elevata e importante della letteratura ecclesiastica, quella che riflette più fedelmente la vita della Chiesa, il poema sacro al quale "ha posto mano cielo e terra".

Illustrare con tocchi rapidi e precisi, con energiche sintesi questo libro dal lato storico e archeologico, farne rilevare nei luoghi più importanti l'autorità teologica, porne in evidenza l'arte e la bellezza del contenuto mistico, ecco lo scopo che mi sono proposto. Altri avrebbe forse preferito che io fossi stato meno conciso, e che, invece d'un lavoro di studio privato e di preparazione dello spirito alla recita intelligente delle preci contenute nel Messale, - Psallam spiritu, psallam et mente: vuole san Paolo - ne avessi fatto una completa esposizione o commento. Questo sarebbe stato altresì il mio primitivo disegno, ma l'ho dovuto ridurre per via, quando, a un terzo appena del lavoro, il Signore ha voluto distogliermi improvvisamente dai libri e dalle biblioteche, per confidarmi invece il governo pastorale di questa illustre ed antica chiesa, la quale, più che la mia penna, reclama in quest'ora il servizio delle mie povere braccia.

Le note che seguono rappresentano quindi lo sterile frutto di quelle rare briciole di tempo che possono sopravanzare ad un pastore di anime. Comunque sia, il desiderio dei discepoli e degli amici resta soddisfatto colla stampa di questo Liber Sacramentorum, e dedicandolo appunto a loro, faccio mio il voto del grande Apostolo, presso la cui sacra Tomba l'ho dettato: Et nunc commendo vos Deo et verbo gratiae ipsius, qui potens est aedificare et dare haereditatem in sanctificatis omnibus (Act., XX, 32).

Roma, Basilica Patriarcale di San Paolo, in Natali Apostolorum MCMXIX

+ ILDEFONSO Abbate e Ordinario

Fonte: Le Pagine di don Camillo


 

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Liber Sacramentorum


 

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Roma, Basilica Patriarcale di San Paolo, in Natali Apostolorum MCMXIX

+ ILDEFONSO Abbate e Ordinario

Fonte: Le Pagine di don Camillo