Da «La Civiltà Cattolica», Quaderno 2277, 5 maggio 1945, Riccardo Lombardi SJ. Il 7 aprile il Ministro Togliatti tenne a Roma un discorso nella sala del Planetario per il secondo Consiglio nazionale del Partito Comunista Italiano. Vi trattò molte questioni, che riguardano il suo Partito nel momento attuale. Noi qui vogliamo considerare solamente i passi, dedicati ai rapporti fra i comunisti e la Chiesa; argomento sul quale lo stesso Togliatti ritornò anche pochi giorni appresso, nel discorso di chiusura del Consiglio. Le parole furono di lamento e di rimprovero verso la Chiesa, e passarono perfino ad adombrare non lievi minacce.

Nella Chiesa - disse egli - accanto a sacerdoti aperti alle nuove idee, «sappiamo che esiste una parte conservatrice e reazionaria la quale lotta apertamente contro di noi, e non su un terreno politico ma su un terreno nel quale a noi è diffìcile intervenire, come nelle prediche, nel fatto di rifiutare l’assoluzione di compagni, di rifiutare gli ultimi sacramenti al compagno il quale è morto nella sua fede comunista, e senza rinnegare la sua credenza religiosa. La questione è molto grave» (Nel discorso di chiusura il Togliatti ebbe anche a dire: «Ci riferiscono di un vescovo che minaccia di scomunica le donne nelle cui famiglie c’è un iscritto al nostro partito». Noi non citiamo nel testo tale dato, perché ci appare talmente assurdo, che crederemmo di fare un torto se attribuissimo a qualcuno il dubbio anche di un solo istante sulla sua verità).

Subito seguivano le minacce: «Noi riteniamo che i capi della Chiesa cattolica farebbero bene a riflettere seriamente alla convenienza che essi hanno a lasciare che fatti simili si producano ancora. Noi speriamo che essi abbiano il senso di responsabilità che li porti a comprendere che aprire oggi una lotta di religione in Italia sarebbe per il nostro paese una cosa fatale. Noi constatiamo che l'intervento di autorità ecclesiastiche per esercitare un terrore con mezzi spirituali contro un partito politico come il nostro, partito legale, partito di governo, partito che proclama i suoi obbiettivi davanti a tutti, questo intervento è una violazione delle norme le quali sono sancite nel Concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. Noi non abbiamo finora sollevato la questione del Concordato e non abbiamo intenzione di sollevarla; questo è un problema che il popolo italiano risolverà a suo tempo, quando esso si sarà liberato di tutti gli altri problemi che sono molto più urgenti e sarà risolto allora secondo la volontà della maggioranza del popolo, ma è evidente che questa linea che viene seguita da determinati reazionari dell’apparato ecclesiastico, ci costringe a porre la questione del Concordato. Ho espresso da questa tribuna con l’autorità che mi deriva dal fatto di essere il dirigente più qualificato e più autorevole del nostro partito, la speranza che venga posta fine da parte della Chiesa Cattolica ad una situazione simile».

Come ognuno sente, il tono di questo discorso è assai mutato da quello pronunziato dallo stesso Togliatti al teatro Brancaccio, il 9 luglio scorso: la «mano tesa» si è tesa a minaccia. Pensiamo che sia opportuno e in certo senso doveroso per noi, rispondere alle questioni impostate dal Ministro, raccogliendo nel modo più preciso quei concetti, che spiegano e giustificano l’atteggiamento della Chiesa. Lo faremo quindi il più chiaramente e brevemente possibile, salvo un eventuale ritorno con speciali articoli su quei punti particolari, che qui non potessero avere sufficiente discussione; e lo faremo in spirito di assoluta sincerità, persuasi che sopratutto in momenti come questi sia prezioso l’evitare ogni equivoco, anche se ciò debba sotto aspetti secondari riuscire penoso a qualcuno. Prosegue nel PDF ...

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Per inviare una donazione a Sursum Corda Cliccare qui. «Nessuno al mondo vorrà mai ammettere di essere avaro! Tutti negano di essere contagiati da questo tarlo che inaridisce il cuore. Chi adduce a scusa il pesante fardello dei figli, chi la necessità di crearsi una posizione solida... Quelli poi che sono avari più degli altri, non ammetteranno mai di esserlo, e il bello è che, in coscienza, sono proprio convinti di non esserlo! L’avarizia è una febbre maligna, che più è forte e bruciante e più rende insensibili» (San Francesco di Sales, «Filotea»). Per scaricare il PDF ocr cliccare qui.

Togliatti una Mano Tesa Minacciosa

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