Una delle glorie più sublimi, non soltanto della Calabria e dell’Italia, ma della Chiesa universale, è senza dubbio San Francesco da Paola. Pare che Iddio abbia voluto infondere a piene mani i tesori delle Sue grazie in quest’anima straordinaria. In un sol giorno Francesco arrivò ad operare trecento miracoli! Raccontiamo intanto uno dei suoi, direi quasi infiniti, portenti. Dovendo edificare il suo convento con la chiesa nelle vicinanze di Paola, riuscì, dopo molti stenti, a costruire una gran fornace per cuocervi della calce. La fornace un giorno fu colma e gli operai vi appiccarono il fuoco. Verso mezzogiorno quegli operai s’accorsero che la fornace stava per crollare rovinosamente e tutti spaventati corsero da Francesco. Il Santo disse freddamente a tutti loro: «Non ve ne date affatto pensiero: già è l’ora del pranzo, e voi andate con Dio a prendere cibo, poiché al resto penserò io». Gli operai finsero di andare a pranzo, ma intanto si nascosero vicino alla fornace per vedere ciò che avrebbe fatto Francesco. Questi, avvicinatosi alla fornace, che ardeva spaventosamente, si fece il + Segno della Croce + e poi si buttò in mezzo a quei vortici di fumo e di fuoco. Gli operai, vedendo questo strano fatto, corsero spaventati sull’orlo della fornace e guardarono dentro come per vedere almeno qualche resto minuscolo della vita di Francesco non ancora interamente divorato dalle fiamme. Ma che? Francesco, tutto fresco, ridente, allegro, acconciava le mura della fornace con le proprie mani, fermava quelle mura minaccianti rovina, e dopo quasi un’ora uscì e disse agli operai, come nulla di straordinario fosse accaduto: «Mi pare che ora la fornace non debba più inquietarvi: potete continuare sicuramente il vostro lavoro, vel dico io....». Quegli uomini, fuor di loro, spaventati, guardarono Francesco e videro che le terribili fiamme della fornace non gli ebbero leso nemmeno un solo capello! - Francesco da Paola visse in un secolo tutto gonfio e superbo per l’acquisto di grandi cognizioni scientifiche. Egli, però, non aveva studiato che Gesù Cristo crocifisso. E quello studio lo rese grandissimo in mezzo ad una turba di piccolissimi superbi. (Tratto da Giacinto Belmonte cappuccino, Racconti miracolosi, 1887, con permesso dei Superiori, vol. II, pagine 386 - 387).

A cura di Carlo Di Pietro

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