+ O glorioso Sant’Egidio, che spinto dall’amore al patire, avete fuggito tacitamente la compagnia del Vescovo Cesario, per sottrarvi alla stima ed alla gloria degli uomini, quantunque ben meritati, sobbarcandovi poi a severissima penitenza, vivendo di sole radici d’erba e d’acqua, ed al quale volendo Iddio dare un attestato della Sua provvida mano, vi mandò una cerva selvaggia a temperarvi il digiuno col suo latte, implorate che sia anche a noi data la forza dalla mortificazione cristiana, per la quale potremo arrivare un bel giorno a cantare l’inno della gratitudine coi santi del Paradiso. Così sia. +

[1° settembre, Sant’Egidio Abate. Nella provincia di Narbona Sant’Egidio, Abate e Confessore. Col suo nome venne chiamata la città che poi sorse nel luogo ove egli aveva eretto un monastero, ed aveva compiuto il corso della sua vita mortale].