Dal libro: «L’inferno è dogma o favola?» - Sottotitolo: Se esiste. Che cos’è. Come possiamo evitarlo, Mons. Gaston de Ségur. In tutti i tempi, tutti i popoli hanno creduto nell’Inferno ... Supponiamo per un istante: il mondo vivente, ben tranquillo, immerso nei piaceri ed abbandonato senza timore a tutte le passioni; un bel giorno, un uomo, un filosofo, gli viene a dire: «C’è un Inferno, un luogo di eterni tormenti, ove Dio vi punirà se continuate a fare il male; un Inferno di fuoco nel quale brucerete senza fine, se non cambiate vita». Figuratevi che effetto avrebbe prodotto un tale annunzio! Inizialmente nessuno vi avrebbe creduto: «Ma cosa venite a predicarci?», avrebbero detto a quest’inventore dell’Inferno.... Non lo si sarebbe mai creduto. Nessuno lo avrebbe creduto, perché tutto, nell’uomo corrotto, si rivolta istintivamente contro l’idea dell’Inferno. Così come ogni colpevole respinge, per quanto può, l’idea del castigo, allo stesso modo e centuplicato l’uomo colpevole respinge la prospettiva di questo fuoco vendicatore, eterno, che deve punire impietosamente tutte le sue colpe, anche le colpe segrete. E soprattutto in una società, come la supponiamo al momento, in cui nessuno ha mai sentito parlare dell’Inferno: la rivolta dei pregiudizi, si sarebbe unita alla rivolta delle passioni. Non solo non lo avrebbero voluto credere, questo inventore di sciagure, ma lo si sarebbe cacciato con furore, lo si sarebbe lapidato, cosicché il pensiero di ricominciare non sarebbe più venuto a nessun altro. E qualora si volesse ancora prestare fede a questa invenzione, poniamo, evocando un’impossibilità ancora più evidente, che tutti i popoli si siano messi a credere all’Inferno sulla parola del suddetto filosofo: qual avvenimento! E allora io vi domando: il nome dell’inventore, il secolo, il paese dove viveva, non sarebbero certamente stati consegnati alla storia? Ma, nulla di tutto questo! È stato segnalato mai qualcuno che abbia introdotto nel mondo questa dottrina terrificante, sì contraria alle passioni più radicate dello spirito umano, del cuore, dei sensi? Dunque, l’Inferno non è stato inventato! ... L’eternità delle pene dell’Inferno è un dogma che la ragione non può comprendere; essa può conoscerlo, ma non comprenderlo, perché è al di sopra della ragione. E ciò che l’uomo non comprende, come può averlo inventato? Ed è proprio perché l’Inferno, eterno, non può essere compreso dalla ragione, che la ragione insorge contro di esso, non essendo rischiarata e rivelata dalle luci soprannaturali della fede. ... Il dogma dell’inferno è ciò che si chiama «una verità innata», vale a dire una di quelle luci di origine divina che lotta in noi malgrado noi; che è nel fondo della nostra coscienza, incrostata nelle profondità della nostra anima come un diamante nero, che brilla di un bagliore oscuro. Nessuno lo può strappare, perché è Dio stesso che lo ha messo là. Si può coprire questo diamante con i suoi bagliori scuri, se ne può allontanare lo sguardo e dimenticarlo per un certo tempo; si può negarlo in parole; ma vi si crede malgrado tutto, e la coscienza non cessa di proclamarlo. Gli empi che si burlano dell’Inferno, in fondo ne hanno una paura terribile. Coloro che dicono che per essi è dimostrato che l’Inferno non c’è, mentono a se stessi e agli altri. Si tratta di una empia speranza del cuore, piuttosto che una negazione ragionata dello spirito. Nell’ultimo secolo, uno di questi insolenti scriveva a Voltaire che aveva scoperto la prova metafisica della non esistenza dell’Inferno: «Voi siete tra i felici, gli rispose il vecchio patriarca degli increduli; ma io non mi trovo tra essi!». No, l’uomo non ha inventato l’Inferno! Egli non lo ha inventato, non lo ha potuto inventare. Il dogma di un Inferno eterno di fuoco risale a Dio stesso. Esso fa parte di questa grande rivelazione primitiva che è la base della Religione e della vita morale del genere umano. Ergo: l’Inferno c’è! [Tratto da «L’inferno è dogma o favola?», ISBN: 978-88-900747-4-5, Mons. de Ségur].

Inferno