+ Glorioso Sant'Efrem, prega perchè le Chiese Orientali, così giustamente fiere di te, ma da lungo tempo separate per loro disgrazia dalla Cattedra di pietro, ritornino a quell'unità alla quale tu eri tanto attaccato, e che fu il più ardente desiderio di Cristo, come è quello del suo Vicario quaggiù. «Possano, con la grazia di Dio e per la tua protezione, cadere infine le barriere che purtroppo tengono una così eletta porzione del gregge cristiano lontana dalla mistica Pietra, su cui Cristo ha fondato la sua Chiesa»! Sorga senza indugio quel giorno beato fra tutti, in cui penetreranno nell'unanimità dei cuori le parole della verità evangelica «che un solo pastore ha trasmessa con il consiglio dei sapienti». Prega per i monaci dei quali tu costituisci la gloria. «Votati alla perfezione evangelica, non cessino mai di volgere il loro sguardo su te e di imitarti. Il monaco, infatti, si renderà tanto più utile alla Chiesa quanto più realizzerà davanti a Dio e davanti agli uomini ciò che significa il suo abito, essendo, secondo la definizione di San Nilo il Giovane, l'Angelo la cui missione è di annunciare la misericordia e la pace, e di offrire il sacrificio di lode». Dacci, infine, quel gusto della verità, quella premura nel raccogliere dalla bocca dei Santi il pensiero di Dio, che ti fece accostare al grande Basilio, oracolo della Chiesa, affinché anche noi siamo al pari di te «abbeverati al calice della dottrina». Non sei tu forse, secondo la testimonianza di San Gregorio Nisseno, «la feconda vite del Signore, carica, a guisa di dolci grappoli, di frutti di dottrina, che formano la delizia dei figli della Chiesa e li saziano dell'amore divino? Non sei forse tu il buono e fedele economo della grazia, che elargisce ai compagni, secondo le loro esigenze, l'insegnamento della virtù e che amministra alla perfezione la casa del suo padrone»? Noi non abbiamo maí a dimenticare le ultime parole del tuo testamento, in cui ci scongiuravi di «tenerci saldi nella fede e di guardarci dagli operatori di iniquità, dai mercanti di vane parole e dai seduttori».

[18 giugno, Sant’Efrem, Diacono, Confessore e Dottore della Chiesa (Nisibis, 306 - Edessa, 9 giugno 373). Ad Edessa, in Mesopotamia, Sant’Efrem, Diacono Edesseno e Confessore, il quale, dopo molte fatiche sostenute per la fede di Cristo, illustre per dottrina e santità, sotto l’imperatore Valente, si riposò in Dio, e dal Papa Benedetto decimoquinto fu proclamato Dottore della Chiesa universale. Preghiera di dom Prosper Guéranger. Quadro di Hero Paradiso].