Exsurge Domine di Papa Leone X, errori di Lutero n° 1, 2, 3, 4 e 5

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Exsurge Domine di Papa Leone X, errori di Lutero n° 1, 2, 3, 4 e 5. Condanniamo, respingiamo e rigettiamo totalmente ciascuno dei seguenti articoli o errori [...] capaci di sedurre gli uomini semplici e in contraddizione con la fede cattolica: «1. È sentenza eretica, ma largamente seguita, che i sacramenti della Nuova Alleanza danno la grazia giustificante a coloro che non vi pongono ostacolo»; «2. Negare che il peccato rimane nel bambino dopo il battesimo, significa disprezzare insieme Cristo e Paolo»; «3. Il fomite del peccato, anche se non c’è nessun peccato attuale, trattiene l’anima che esce dal corpo dall’ingresso nel cielo»; «4. La non perfetta carità di colui che sta per morire porta necessariamente con sé un grande timore, che di per sé è solo sufficiente a ottenere la pena del purgatorio, e impedisce l’ingresso nel regno» e «5. Che le parti della confessione siano tre: contrizione, confessione e soddisfazione non è fondato nella Sacra Scrittura, né negli antichi santi dottori cristiani». Prosegue ...


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° LXI, LXII, LXIII, LXIV e LXVRiproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «61. Si può dire senza paradosso che nessun passo della Scrittura, dal primo capitolo della Genesi fino all’ultimo dell’Apocalisse, contiene una dottrina perfettamente identica a quella che la Chiesa insegna sullo stesso argomento, e perciò nessun capitolo della Scrittura ha lo stesso senso per il critico e per il teologo»; «62. Gli articoli principali del Simbolo apostolico non avevano per i cristiani dei primi tempi lo stesso significato che hanno per i cristiani del nostro tempo»; «63. La Chiesa si dimostra incapace a tutelare efficacemente l’etica evangelica, perché ostinatamente si attacca a dottrine immutabili, inconciliabili con i progressi odierni»; «64. Il progresso delle scienze richiede una riforma del concetto che la dottrina cristiana ha di Dio, della Creazione, della Rivelazione, della Persona del Verbo Incarnato e della Redenzione» e «65. Il Cattolicesimo odierno non può essere conciliato con la vera scienza, a meno che non si trasformi in un cristianesimo non dogmatico, cioè in protestantesimo lato e liberale».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° LVI, LVII, LVIII, LVIX, LXRiproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «56. La Chiesa Romana diventò capo di tutte le Chiese non per disposizione della Divina Provvidenza, ma per circostanze puramente politiche»; «57. La Chiesa si mostra ostile ai progressi delle scienze naturali e teologiche; «58. La verità non è immutabile più di quanto non lo sia l’uomo stesso, poiché si evolve con lui, in lui e per mezzo di lui»; «59. Cristo non insegnò un determinato insieme di dottrine applicabile a tutti i tempi e a tutti gli uomini, ma piuttosto iniziò un certo qual moto religioso adattato e da adattare a diversi tempi e circostanze» e «60. La dottrina cristiana fu, nel suo esordio, giudaica; poi divenne, per successive evoluzioni, prima paolina, poi giovannea, infine ellenica e universale».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° LI, LII, LIII, LIV e LVRiproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «51. Il Matrimonio fu riconosciuto dalla Chiesa come Sacramento della nuova Legge solo molto tardi; infatti, perché il Matrimonio fosse considerato Sacramento, era necessario che lo precedesse la piena dottrina della Grazia e la spiegazione teologica del Sacramento»; «52. Cristo non volle costituire la Chiesa come società duratura sulla terra, per lunga successione di secoli; anzi, nella mente di Cristo, il regno del Cielo, unitamente alla fine del mondo, doveva essere prossimo»; «53. La costituzione organica della Chiesa non è immutabile; ma la società cristiana, non meno della società umana, va soggetta a continua evoluzione»; «54. I dogmi, i sacramenti, la gerarchia, sia nel loro concetto come nella loro realtà, non sono che interpretazioni ed evoluzioni dell’intelligenza cristiana, le quali svilupparono e perfezionarono il piccolo germe latente nel Vangelo con esterne aggiunte» e «55. Simon Pietro non ha mai sospettato di aver ricevuto da Cristo il primato nella Chiesa».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XLVI, XLVII, XLVIII, XLIX e LRiproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «46. Il concetto della riconciliazione del cristiano peccatore, per autorità della Chiesa, non fu presente nella comunità primitiva: fu la Chiesa ad abituarsi lentamente a questo concetto. Per di più, dopo che la Penitenza fu riconosciuta quale istituzione della Chiesa, non veniva chiamata col nome di Sacramento, poiché era considerata come Sacramento vergognoso»; «47. Le parole del Signore “Ricevete lo Spirito Santo; a coloro ai quali rimetterete i peccati saranno rimessi e a coloro ai quali non li rimetterete non saranno rimessi” [Joh., 20, 22-23] non si riferiscono al Sacramento della Penitenza, anche se i Padri tridentini vollero affermarlo»; «48. Giacomo, nella sua epistola [Jac., 5, 14 sqq.], non volle promulgare un Sacramento di Cristo, ma raccomandare una pia pratica e se in ciò riconobbe un certo qual mezzo di Grazia, non lo intese con quel rigore con cui lo intesero i teologi che stabilirono la nozione e il numero dei Sacramenti»; «49. Coloro che erano soliti presiedere alla cena cristiana acquisirono il carattere sacerdotale per il fatto che essa progressivamente andava assumendo l’indole di un’azione liturgica» e «50. Gli anziani che, nelle adunanze dei Cristiani, esercitavano l’ufficio di vigilanza, furono dagli Apostoli creati preti o vescovi per provvedere all’ordinamento necessario delle crescenti comunità, e non propriamente per perpetuare la missione e la potestà Apostolica.».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XLI, XLII, XLIII, XLIV e XLV. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «41. I Sacramenti hanno come unico fine di ricordare alla mente dell’uomo la presenza sempre benefica del Creatore»; «42. La comunità cristiana inventò la necessità del Battesimo, adottandolo come rito necessario e annettendo ad esso gli obblighi della professione cristiana»; «43. L’uso di conferire il Battesimo ai bambini fu un’evoluzione disciplinare, ragion per cui il Sacramento è diventato due, cioè il Battesimo e la Penitenza»; «44. Nulla prova che il rito del Sacramento della Confermazione sia stato istituito dagli Apostoli; la formale distinzione di due Sacramenti, cioè del Battesimo e della Confermazione, non risale alla storia del cristianesimo primitivo» e «45. Non tutto ciò che narra (san, ndR) Paolo a proposito dell’istituzione dell’Eucaristia [I Cor., 11, 23-25] è da considerarsi fatto storico».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XXXVI, XXXVII, XXXVIII, XXXIX e XL. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «36. La Risurrezione del Salvatore non è propriamente un fatto di ordine storico, ma un fatto di ordine meramente sovrannaturale, non dimostrato né dimostrabile, che la coscienza cristiana lentamente trasse dagli altri»; «37. La Fede nella Risurrezione di Cristo inizialmente non fu tanto nel fatto stesso della Risurrezione, quanto nella vita immortale di Cristo presso Dio»; «38. La dottrina concernente la Morte espiatrice di Cristo non è evangelica, ma solo paolina»; «39. Le opinioni sull’origine dei Sacramenti, di cui erano imbevuti i Padri tridentini, e che senza dubbio ebbero un influsso nei loro Canoni dogmatici, sono molto distanti da quelle cui ora gli storici del Cristianesimo danno credito» e «40. I Sacramenti ebbero origine perché gli Apostoli e i loro successori interpretarono una certa idea e intenzione di Cristo, sotto la persuasione e la spinta di circostanze ed eventi».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XXXI, XXXII, XXXIII, XXXIV e XXXV. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «31. La dottrina su Cristo, tramandata da Paolo, Giovanni e dai Concili Niceno, Efesino e Calcedonense, non è quella insegnata da Gesù, ma che su Gesù concepì la coscienza cristiana»; «32. Non è possibile conciliare il senso naturale dei testi evangelici con quello che i nostri teologi insegnano circa la coscienza e la scienza infallibile di Gesù Cristo»; «33. È evidente a chiunque non sia influenzato da opinioni preconcette che Gesù ha professato un errore circa il prossimo avvento messianico, o che la maggior parte della sua dottrina, contenuta negli Evangeli sinottici, è priva di autenticità»; «34. Il critico non può affermare che la scienza di Cristo non sia circoscritta da alcun limite, se non ponendo ipotesi - non concepibile storicamente e che ripugna al senso morale - secondo la quale Cristo abbia avuto la conoscenza di Dio in quanto uomo e non abbia voluto in alcun modo darne notizia ai discepoli e alla posterità» e «35. Cristo non ebbe sempre la coscienza della sua dignità messianica.».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX e XXX. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «26. I dogmi della Fede debbono essere accettati soltanto secondo il loro senso pratico, cioè come norma precettiva riguardante il comportamento, ma non come norma di Fede»; «27. La Sacra Scrittura non prova la Divinità di Gesù Cristo; ma è un dogma che la coscienza cristiana deduce dal concetto di Messia»; «28. Gesù, durante il suo Ministero, non parlava per insegnare di essere il Messia, né i suoi miracoli miravano a dimostrarlo»; «29. Si può ammettere che il Cristo storico sia molto inferiore al Cristo della Fede» e «30. In tutti i testi evangelici, il nome “Figlio di Dio” equivale soltanto a nome “Messia” e non significa assolutamente che Cristo è vero e naturale Figlio di Dio».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XXI, XXII, XIII, XXIV e XXV. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «21. La Rivelazione, che costituisce l’oggetto della Fede cattolica, non si è conclusa con gli Apostoli»; «22. I dogmi, che la Chiesa presenta come rivelati, non sono verità cadute dal cielo, ma l’interpretazione di fatti religiosi, che la mente umana si è data con travaglio»; «23. Può esistere, ed esiste in realtà, un’opposizione tra i fatti raccontati dalla Sacra Scrittura ed i dogmi della Chiesa fondati sopra di essi; sicché il critico può rigettare come falsi i fatti che la Chiesa crede certissimi»; «24. Non dev’essere condannato l’esegeta che pone le premesse, cui segue che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non neghi direttamente i dogmi stessi; e «25. L’assenso della Fede si appoggia da ultimo su una congerie di probabilità».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XVII, XVIII, XIX e XX. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «17. Il quarto Evangelo esagerò i miracoli, non solo perché apparissero maggiormente straordinari, ma anche affinché fossero più adatti a significare l’opera e la gloria del Verbo Incarnato»; «18. Giovanni rivendica a sé il ruolo di testimone di Cristo; in verità egli non è che un eccellente testimone di vita cristiana, ovvero della vita di Cristo alla fine del primo secolo»; «19. Gli esegeti eterodossi espressero più fedelmente il vero senso della Scrittura di quanto non abbiano fatto gli esegeti cattolici»; «20. La Rivelazione non poté essere altro che la coscienza acquisita dall’uomo circa la sua relazione con Dio».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XIII, XIV, XV e XVI. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «13. Gli stessi Evangelisti ed i Cristiani della seconda e terza generazione composero le parabole evangeliche in modo artificioso così da spiegare gli esigui frutti della predicazione di Cristo presso i giudei»; «14. Gli Evangelisti riferirono in molte narrazioni non tanto ciò che effettivamente accadde, quanto ciò che essi ritennero maggiormente utile ai lettori, ancorché falso»; «15. Gli Evangeli furono soggetti a continue aggiunte e correzioni, fino alla definizione ed alla costituzione del canone; in essi, pertanto, della dottrina di Cristo, non rimase che un tenue e incerto vestigio»; «16. I racconti d Giovanni non sono propriamente storia, ma mistica contemplazione del Vangelo; i discorsi contenuti nel suo Vangelo sono meditazioni teologiche sul Mistero della Salvezza, destituite di verità storica». 


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° IX, X, XI e XII. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «9. Coloro che credono che Dio è l’Autore della Sacra Scrittura sono influenzati da eccessiva ingenuità o da ignoranza»; «10. L’ispirazione dei Libri dell’Antico Testamento consiste nel fatto che gli Scrittori israeliti tramandarono le dottrine religiose sotto un certo aspetto particolare in parte conosciuto e in parte sconosciuto ai gentili»; «11. L’ispirazione divina non si estende a tutta la Sacra Scrittura al punto che tutte e singole le sue parti siano immuni da ogni errore»; «12. L’esegeta, qualora voglia affrontare con utilità gli studi biblici, deve, anzitutto, lasciar cadere quel certo qual preconcetto inerente l’origine sovrannaturale della Sacra Scrittura».


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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° V, VI, VII e VIII. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «5. Siccome nel deposito della fede non sono contenute solamente verità rivelate, in nessun modo spetta alla Chiesa giudicare sulle asserzioni delle discipline umane»; «6. Nella definizione delle verità, la Chiesa discente e la Chiesa docente collaborano in tale maniera, che alla Chiesa docente non resta altro che ratificare le comuni opinioni di quella discente»; «7. La Chiesa, quando condanna gli errori, non può esigere dai fedeli nessun assenso interno che accetti i giudizi da lei dati»; «8. Sono da ritenersi esenti da ogni colpa coloro che non tengono in alcun conto delle riprovazioni espresse dalla Sacra Congregazione dell’Indice e da altre Sacre Congregazioni Romane».


Lamentabili Sane Exitu di san Pio X

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Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° I, II, III e IV. Riproviamo e condanniamo le seguenti proposizioni: «1. La legge ecclesiastica che prescrive di sottoporre a previa censura i libri concernenti la Sacra Scrittura non si estende ai cultori della critica o dell’esegesi scientifica dei Libri dell’Antico e del Nuovo Testamento»;  «2. L’interpretazione che la Chiesa dà dei Libri sacri non è da disprezzare, ma soggiace ad un più accurato giudizio e alla correzione degli esegeti»; «3. Dai giudizi e dalle censure ecclesiastiche, emanati contro l’esegesi libera e superiore, si può dedurre che la fede proposta dalla Chiesa contraddice la storia, e che i dogmi cattolici in realtà non si possono accordare con le vere origini della religione cristiana»; e «4. Il magistero della Chiesa non può determinare il genuino senso delle sacre Scritture nemmeno con definizioni dogmatiche».


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXXVIII, LXXIX e LXXX. Se qualcuno afferma: «Quindi lodevolmente in parecchie regioni cattoliche fu stabilito per legge, esser lecito a tutti gli uomini ivi convenuti il pubblico esercizio del proprio qualsiasi culto», «Infatti è falso che la civile libertà di qualsiasi culto o la piena potestà a tutti indistintamente concessa di manifestare in pubblico e all’aperto qualunque pensiero ed opinione influisca più facilmente a corrompere i costumi e gli animi dei popoli e a propagare la peste dell’indifferentismo» e «Il Romano Pontefice può e deve col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà venire a patti e conciliazione» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXXIV, LXXV, LXXVI e LXXVII. Se qualcuno afferma: «Le cause matrimoniali o degli sponsali spettano di loro natura al foro civile», «Sulla compatibilità del regno temporale con lo spirituale disputano fra di loro i figli della cristiana e cattolica Chiesa», «L'annullamento del principato civile che possiede la Sede Apostolica gioverebbe assaissimo alla libertà e felicità della Chiesa» e «Ai tempi nostri non giova più tenere la religione cattolica per unica religione dello Stato, escluso qualunque sia altro culto» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXX, LXXI, LXXII e LXXIII. Se qualcuno afferma: «I Canoni Tridentini, fulminanti la scomunica a coloro che osano negare alla Chiesa la facoltà di stabilire gli impedimenti dirimenti, o non sono canoni dogmatici, o si debbono intendere nel senso di questa sola ricevuta potestà», «La forma del Tridentino non obbliga sotto pena di annullamento, quando la legge civile prescriva un’altra forma e voglia, con l’intervento di questa nuova forma, render valido il Matrimonio», «Bonifazio VIII fu il primo ad asserire che il voto di castità emesso nell’Ordinazione rende nulle le nozze» e «In virtù del semplice contratto civile può sussistere fra cristiani un vero Matrimonio; ed è falso che o il contratto di Matrimonio fra cristiani sia sempre Sacramento, o che nullo sia il contratto, se il Sacramento si escluda» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXVII, LXVIII e LXIX. Se qualcuno afferma: «Per diritto di natura il vincolo del Matrimonio non è indissolubile, e in vari casi il divorzio, propriamente detto, può essere sancito dalla civile autorità», «La Chiesa non ha potestà di stabilire impedimenti dirimenti del Matrimonio, ma tale potestà spetta all'autorità civile, per mezzo della quale si hanno da rimuovere gli impedimenti esistenti» e «La Chiesa cominciò a creare gli impedimenti dirimenti nei secoli di mezzo, non per diritto proprio, ma usando di quel diritto che aveva ricevuto dal potere civile» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXIV, LXV e LXVI. Se qualcuno afferma: «Tanto la violazione di qualsiasi santissimo giuramento, quanto qualunque scellerata e criminosa azione ripugnante alla legge eterna, non solamente non è da condannare, ma sibbene torna lecita del tutto, e degna di essere celebrata con comune lode, quando ciò si faccia per l’amore della patria», «In verun modo si può sostenere che Cristo abbia sollevato il Matrimonio alla dignità di Sacramento» e «Il Sacramento del Matrimonio non è se non un che d’accessorio al contratto e da esso separabile, e il Sacramento medesimo è riposto nella sola benedizione nuziale» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LIX, LX, LXI, LXII e LXIII. Se qualcuno afferma: «Il diritto consiste nel fatto materiale; tutti i doveri degli uomini sono un vuoto nome e tutti i fatti umani hanno forza di diritto», «L’autorità non è altro se non la somma del numero e delle forze materiali», «La fortuita ingiustizia di un fatto non reca verun detrimento alla santità del diritto», «Devesi proclamare ed osservare il principio denominato del ‘‘Non intervento’’» ed «È lecito negare obbedienza ai legittimi Principi, anzi ribellarsi a loro» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LVI, LVII e LVIII. Se qualcuno afferma: «Le leggi dei costumi non abbisognano di sanzione divina, né punto è mestieri che le leggi umane si conformino al diritto di natura, e ricevano da Dio la forza obbligatoria», «La scienza delle materie filosofiche, e dei costumi, del pari che le leggi civili, possono e debbono declinare dalla divina ed ecclesiastica autorità» e «Altre forze non debbonsi ammettere fuori di quelle, che sono riposte nella materia, ed ogni regola ed onestà dei costumi collocar si deve nell’accumulare e nell’accrescere per qualsiasi materia le ricchezze, nonché nel contentare la voluttà» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LIII, LIV e LV. Se qualcuno afferma: «Debbonsi abrogare le leggi spettanti alla sicurezza dello stato delle famiglie religiose, non che ai loro diritti e doveri; anzi il governo civile può prestare mano a tutti quelli che volessero abbandonare l’intrapresa vita religiosa, e infrangere i voti solenni; può eziandio sopprimere le stesse religiose famiglie del pari che le Chiese collegiate e i benefizi semplici, anche di giuspatronato, e i loro beni o redditi sottoporre ed assegnare all’amministrazione ed all’arbitrio della civile potestà», «I Re e i Principi non solo sono esenti dalla giurisdizione della Chiesa, ma di più, nello sciogliere le questioni di giurisdizione sono superiori alla Chiesa» e «Si deve separare la Chiesa dallo Stato, e lo Stato dalla Chiesa» ..., SIA ANATEMA!


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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri L, LI e LII. Se qualcuno afferma: «L’autorità laica ha per se stessa il diritto di presentare i Vescovi, e può da essi esigere che assumano l’amministrazione delle Diocesi prima di ricevere dalla Santa Sede l’istituzione canonica e le Lettere Apostoliche», «Anzi il governo laico ha diritto di deporre i Vescovi dall’esercizio del pastorale ministero, e non è tenuto ad obbedire il Romano Pontefice nelle cose concernenti l’Episcopato e l’istituzione dei Vescovi» e «Il governo può di suo diritto commutare l’età stabilita dalla Chiesa per la professione religiosa degli uomini e delle donne, e può intimare a tutte le religiose famiglie di non ammettere veruno senza il di lui permesso alla solenne professione dei voti» ..., SIA ANATEMA!


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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri XLVIII e XLIX. Se qualcuno afferma: «Ai cattolici può essere accetto quel sistema di educare la gioventù, il quale sia separato dalla fede cattolica e dalla podestà della Chiesa, e che riguardi soltanto la scienza delle cose naturali e i soli confini della terrena vita sociale, o almeno se li proponga per iscopo principale» e «La civile autorità può impedire che i Vescovi e i popoli fedeli abbiano libera e reciproca comunicazione col Romano Pontefice» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri XLVI e XLVII. Se qualcuno afferma: «Anzi negli stessi Seminari dei chierici il metodo da seguirsi negli studi si assoggetta alla civile autorità» e «L’ottimo andamento della società civile richiede che le scuole popolari, aperte ai fanciulli di qualunque classe del popolo, e in generale tutti i pubblici Istituti destinati all’insegnamento delle lettere e delle discipline più gravi, non che a procurare l’educazione della gioventù, siano sottratte da ogni autorità dall’influenza moderatrice o dall’ingerenza della Chiesa, e vengano assoggettate al pieno arbitrio dell’autorità civile e politica, a piacimento dei sovrani e a seconda delle comuni opinioni del tempo» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numero XLV. Se qualcuno afferma: «Tutto il regime delle pubbliche scuole, in cui si istruisce la gioventù di qualsiasi Stato cristiano (eccettuati solamente per certi motivi i Seminari vescovili) può e deve essere affidato alla civile autorità; e per siffatta guisa affidato, che non si riconosca verun diritto di altra qualunque autorità di immischiarsi nella disciplina delle scuole, nel regolamento degli studi, nel conferimento dei gradi, nella scelta ed approvazione dei maestri» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numero XLIV. Se qualcuno afferma: «L’autorità civile può immischiarsi delle cose concernenti la religione, i costumi e il regime spirituale. Quindi può giudicare delle istruzioni che i Pastori della Chiesa pubblicano per loro uffizio a regola delle coscienze; ed anzi può decretare sopra l’amministrazione dei Santi Sacramenti, e sopra le disposizioni necessarie a riceverli» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Sillabo di Pio IX (1864), XLIII. Se qualcuno afferma: «Il potere laicale ha autorità di rescindere, interpretare e annullare le solenni convenzioni, ossia concordati, intorno all’uso dei diritti spettanti all’ecclesiastica immunità stipulata con la Sede Apostolica, e non solo senza il consenso di questa, ma non ostante eziandio le sue proteste» ..., SIA ANATEMA!


Pio IX Sillabo

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Sillabo di Pio IX (1864), XLII. Se qualcuno afferma: «Nel conflitto fra le leggi delle due potestà prevale il diritto civile» ..., SIA ANATEMA!


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